Cos’è il tumore del rene

Si ha tumore del rene quando le cellule si sviluppano in modo incontrollato ed anomalo.

La neoplasia maligna più frequente negli adulti è il carcinoma delle cellule renali, nella quale circa il 70% delle cellule tumorali hanno un citoplasma chiaro. Per questo è definito anche carcinoma a cellule chiare

Il tumore del rene rappresenta il 3% delle neoplasie negli individui di sesso maschile, mentre rappresenta il 2% nelle donne.

L’incidenza maggiore si ha tra i 50 ed i 70 anni.

Sintomi

La sintomatologia del tumore del rene è generica negli stadi iniziali della malattia.

Solo nel 10 per cento dei casi, e a malattia avanzata, si manifestano questi sintomi caratteristici:

 

  • presenza di sangue nelle urine (ematuria);
  • dolore persistente a un fianco;
  • massa palpabile.
Diagnosi

Lo specialista, messo di fronte ad un quadro clinico poco chiaro, per formulare una diagnosi precisa si avvarrà di una serie di esami:

  • ecografia: ha un ruolo fondamentale per la diagnosi precoce; spesso viene eseguita per sintomi non specifici. Si ha una sensibilità elevata (circa 60%) per tumori di dimensioni ridotte ed ancor più elevata (dell’85%) in tumori estesi.
  • Tomografia Computerizzata (TC) o Risonanza Magnetica (RM): esami radiografici sofisticati che permettono un’accurata stagnazione del tumore del rene
  • Radiologia tradizionale (Rx): per individuare eventuali metastasi
Terapia

Lo specialista, analizzando le condizioni di salute del paziente e le caratteristiche del tumore (sede, stadio di avanzamento ed aggressività), potrà scegliere tra le diverse opzioni terapeutiche:

  • La Chirurgia
  • La chemioterapia
  • L’immunoterapia
  • La radioterapia
Chirurgia

Le principali procedure chirurgiche impiegate sono la nefrectomia radicale, la nefrectomia semplice o la nefrectomia parziale.

Il tipo di intervento chirurgico viene deciso in base alla diffusione e allo stadio del tumore del rene. In particolare:

  • la nefrectomia radicale è caratterizzata dalla rimozione integrale del rene, della ghiandola surrenale, del tessuto adiposo circostante e dei linfonodi circostanti. Questa tecnica molto invasiva viene utilizzata per gli stadi più avanzati del tumore dove ancora non sono comparse metastasi.
  • la nefrectomia semplice è caratterizzata dall’asportazione del solo rene. Viene utilizzata negli stadi iniziali della malattia, ovvero il tumore è ristretto al solo rene.
  • la nefrectomia parziale è caratterizzata dalla rimozione parziale del rene, permettendo una parziale attività dell’organo. Viene utilizzata negli stadi iniziali della malattia o in caso di tumore bilaterale, quando una rimozione integrale del rene comporterebbe un deficit strutturale.
Chemioterapia

La terapia con famaci antitumorali può essere utilizzata prima dell’intervento chirurgico (chemioterapia neoadiuvante) per permettere una diminuzione del volume del tumore o successivamente all’intervento chirurgico (chemioterapia adiuvante).

In caso di tumori in stadi avanzati dove non è possibile l’intervento chirurgico, la chemioterapia è utilizzata a scopo palliativo, per alleviare i sintomi e dare sollievo al paziente.

Immunoterapia

L’immunoterapia con interferone e interleuchina-2, utilizzati da soli o in associazione ai farmaci chemioterapici, è impiegata nel trattamento del carcinoma renale avanzato.

Essa si basa sulla stimolazione del sistema immunitario tramite sostanze prodotte dall’organismo o preparate in laboratorio, con lo scopo di ripristinare gli anticorpi e le normali difese immunitarie.

Le principali molecole utilizzate sono:

  • L’interferone, il quale svolge le funzioni di antivirale e anti proliferante. La risposta oggettiva e misurabile avviene solo nel 15% dei pazienti, e non sempre rimane nel tempo.
  • L’interleuchina-2 agisce attraverso l’attivazione dei linfociti T e delle cellule del sistema immunitario Natural Killer. Può essere somministrato a basse dosi in via sottocutanea (con percentuali di risosta che variano tra l’11% ed il 29%) o ad alte dosi in vena (con percentuale di remissione completa del 7%, a fronte però di una forte tossicità)
  • L’associazione interferone e interleuchina-2 o la chemio-immunoterapia migliorano l’attività dei singoli farmaci ma aumentano anche la tossicità.
Radioterapia

La radioterapia, al pari della chemioterapia, può essere utilizzata per ridurre le dimensioni del tumore prima dell’intervento chirurgico o successivamente all’intervento (terapia adiuvante)

Prognosi
  • Sopravvivenza a 10 anni dopo nefrectomia è del 70 per cento per le forme confinate al rene, del 58 per cento per le forme che hanno invaso il grasso circostante e del 35 per cento nel caso di interessamento dei linfonodi. In caso di metastasi sono considerati valori di prognosi negativa un aumento della fosfatasi alcalina, anemia e presenza di tumori secondari alle ossa.
  • Sopravvivenza a 5 anni per i pazienti affetti da carcinoma renale metastatico è compresa tra 0 e 20 per cento. La sopravvivenza migliore si ha in pazienti che presentano: un lungo intervallo libero da malattia tra la nefrectomia e la comparsa di metastasi, metastasi solo polmonare, buon performance status, rimozione radicale del tumore primitivo

 

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