Cos’è il tumore della Vescica

 

Il tumore della vescica consiste nella proliferazione anomala ed incontrollata delle cellule che compongono l’organo.

I carcinomi della vescica (I cosiddetti tumori maligni) si differenziano tra superficiali o non invasivi e tumori invasivi, a seconda del fatto che le cellule tumorali abbiano invaso i muscoli della vescica o si siano fermate alla superficie interna.

I fattori di rischio

Pur non essendovi una risposta definitiva, vi sono diversi fattori per cui si è dimostrata una correlazione positiva riguardo l’insorgenza di tumore della vescica. Essi sono:

 

  • il fumo di tabacco: per il quale si è trova una correlazione nel 65% dei tumori della vescica
  • fattori occupazionali: coloro che lavorano a contatto con agenti cancerogeni industriali hanno un maggior rischio di incorrere nella malattia; fino al 20% di tumori della vescica sono riconducibili a fattori occupazionali
  • la dieta: una dieta ricca di frutta e verdura diminuisce il rischio di sviluppare un tumore della vescica;
  • condizioni di salute della persona: infatti patologie pregressa alla vescica e particolari patologie pregresse(schistosomiasi) aumentano il rischio di contratte il tumore della vescica
  • chemioterapia con il farmaco ciclofosfamide: coloro i quali hanno effettuato dei cicli di chemioterapia con farmaco ciclofosfamide hanno una probabilità maggiore di ammalarsi di tumore della vescica.
Sintomi

Nelle fasi iniziali della malattia è molto difficile effettuare una diagnosi. Infatti la sintomatologia è generica e comune a molte patologie delle vie urinarie.

Dei campanelli di allarma per cui è consigliabile recarsi da uno specialista sono:

  • presenza di sangue nelle urine (ematuria):
  • irritazione vescicale;
  • dolore nella zona pelvica o dolore persistente a un fianco;
  • difficoltà a urinare anche in presenza dello stimolo a urinare (tenesmo vescicale).
Diagnosi

Lo specialista, in caso di una sintomatologia che potrebbe portare a pensare ad una patologia tumorale, effettuerà degli esami diagnostici per appurare la presenza del tumore e nel caso delle caratteristiche di quest’ultimo.

Egli ricorrerà ad una serie di esami:

  • ecografia: tramite degli ultrasuoni è possibile ricavare un’immagine bidimensionale degli organi o delle parti da indagare. È molto efficace nella diagnosi precoce, anche non sempre permette di ricavare un quadro complessivo
  • urografia: radiografia della vescica che fornisce informazioni molto dettagliate grazie al mezzo di contrasto
  • cistoscopia: analisi interna della vescica tramite un tubicino (cistoscopio) dotato di un’ottica che viene inserito dall’uretra. Pur essendo un esame invasivo, è l’esame che più di tutti permette una diagnosi accurata del tumore della vescica. Se durante la procedura dovessero emergere tessuti sospetti, è possibile prelevarne dei campioni da analizzare in laboratorio (biopsia);
  • Tomografia Computerizzata (TC) o Risonanza Magnetica (RM): esami radiografici complessi e sofisticati, spesso eseguiti con un mezzo di contrasto, che permettono una qualità migliore e qui
  • scan osseo: esame radiografico che si esegue per ricercare metastasi ossee, tramite l’ausilio di una sostanza radioattiva che permette l’individuazione delle cellule tumorali
Terapia

Lo specialista per poter scegliere accuratamente la migliore terapia deve considerare una molteplicità di fattori:

  • la sede, ovvero la localizzazione del tumore
  • lo stadio della formazione, quindi la diffusione e l’avanzamento di esso e l’eventuale coinvolgimento dei linfonodi e/p di altri organi,
  • la velocità di crescita ovvero l’aggressività del tumore
  • le condizioni di salute generale del paziente e l’eventuale presenza di altre condizioni patologiche
Chirurgia

La tipologia di intervento viene deciso rispetto allo stadio e localizzazione del tumore.

Le principali operazioni chirurgiche soni di due tipologie:

Per la rimozione del tumore:

  • la resezione endoscopica transuretrale (detta anche TURB), ovvero la rimozione del tumore tramite l’ausilio del resettoscopio. Essa è consigliata per tumori superficiali e poco diffusi
  • la cistectomia (asportazione della vescica); essa può essere parziale o totale ed è una procedura altamente invasiva per cui si effettua solamene in caso di tumore molto diffusi e che hanno colpito i tessuti muscolari

Per ripristinare il flusso dell’urina:

 

  • urostomia: creazione di un’apertura (stoma) nell’intestino tenue che conduce l’urina in un sacchetto esterno, che verrà svuotato al riempimento
  • reservoir continenti: creazione di un’apertura(stoma) all’interno dell’intestino tenue collegato ad un sacchetto interno formato utilizzando una porzione dello stesso intestino all’interno della quale fluirà l’urina; detto sacchetto andrà svuotato 4/6 volte al giorno tramite l’ausilio di cateteri esterni
  • neovescica ortotopica: Il sacchetto creato utilizzando una porzione dell’intestino tenue viene collegato direttamente al moncone dell’uretra, salvato durante l’operazione di asportazione della vescica, per poter rispristinare la funzione minzionale. Detta tecnica è sicuramente la più complessa ma permette al paziente di riavere una qualità della vita ottimale.
Chemioterapia

La terapia con famaci antitumorali può essere utilizzata prima dell’intervento chirurgico (chemioterapia neoadiuvante) per permettere una diminuzione del volume del tumore o successivamente all’intervento chirurgico (chemioterapia adiuvante).

In caso di tumori in stadi avanzati dove non è possibile l’intervento chirurgico, la chemioterapia è utilizzata a scopo palliativo, per alleviare i sintomi e dare sollievo al paziente.

Radioterapia

La radioterapia, al pari della chemioterapia, può essere utilizzata per ridurre le dimensioni del tumore prima dell’intervento chirurgico o successivamente all’intervento (terapia adiuvante)

Prognosi

La sopravvivenza a 5 anni dopo un intervento di cistectomia radicale è soddisfacente, soprattutto se il tumore aveva invaso il tessuto linfonodale.

Vi è un elevato rischio di progressione correlato allo stadio ed alla tipologia di carcinoma ed al coinvolgimento dei linfonodi.

 

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