Vai al contenuto

Prostatite cronica che non passa: cosa verificare

Dott. Alessandro Calarco · ORCID 0000-0001-6893-2179 · Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026

Risposta in breve. Quando i disturbi durano da più di tre mesi e gli antibiotici non danno beneficio, nella maggior parte dei casi non si tratta di un’infezione ma di una sindrome del dolore pelvico cronico, oppure di un’altra condizione che imita la prostatite, come l’ostruzione del collo vescicale. Serve una rivalutazione con esami mirati, non nuovi cicli di antibiotici.

Le forme di prostatite

“Prostata infiammata” è un’espressione che comprende situazioni diverse. La classificazione internazionale (NIH) ne distingue quattro:

  • Prostatite batterica acuta: infezione improvvisa con febbre, brividi, dolore e bruciore urinando. Richiede una valutazione urgente e antibiotici.
  • Prostatite batterica cronica: infezioni urinarie che si ripetono, causate dallo stesso batterio, dimostrate da esami colturali.
  • Sindrome del dolore pelvico cronico (CP/CPPS): dolore pelvico o perineale e disturbi urinari presenti da almeno 3 mesi, senza un’infezione dimostrabile. È la forma più frequente.
  • Prostatite infiammatoria asintomatica: infiammazione trovata per caso durante altri esami, senza disturbi.

Perché gli antibiotici spesso non funzionano

Gli antibiotici curano le infezioni batteriche. Nella sindrome del dolore pelvico cronico un’infezione non c’è: per questo cicli ripetuti di antibiotici, senza una coltura positiva, di solito non risolvono i sintomi ed espongono a effetti indesiderati e resistenze.

Le condizioni che possono imitare la prostatite

  • ostruzione del collo vescicale, frequente negli uomini giovani con getto debole (vedi Getto urinario debole nell’uomo giovane);
  • restringimento dell’uretra (stenosi uretrale);
  • tensione dei muscoli del pavimento pelvico (disfunzione del pavimento pelvico);
  • calcoli nella vescica, nell’ultimo tratto dell’uretere o nella prostata;
  • cause neurologiche e, più raramente, altre malattie della vescica.

Quali esami sono utili

  • esame delle urine e urinocoltura;
  • test a due bicchieri: esame delle urine prima e dopo un massaggio prostatico, per cercare batteri provenienti dalla prostata;
  • questionario dei sintomi (NIH-CPSI), utile anche per seguire l’andamento nel tempo;
  • uroflussometria con misura del residuo post-minzionale ed ecografia;
  • nei casi selezionati: esame urodinamico o uretrocistoscopia.

Come si tratta

Nella sindrome del dolore pelvico cronico il trattamento si costruisce sui sintomi della singola persona (approccio UPOINT) e può combinare:

  • farmaci per i disturbi urinari, come gli alfa-litici, o per il dolore;
  • fisioterapia del pavimento pelvico;
  • gestione del dolore cronico;
  • supporto psicologico quando utile, perché stress e dolore cronico si influenzano a vicenda;
  • antibiotici solo se un’infezione è documentata.

Quando gli esami mostrano un’ostruzione, per esempio del collo vescicale, il trattamento è rivolto all’ostruzione. Tempi e risultati variano da persona a persona.

Quando i disturbi durano da più di tre mesi, tornano dopo ogni ciclo di antibiotici o si associano a getto debole e sensazione di svuotamento incompleto. Febbre alta con dolore e difficoltà a urinare richiede invece una valutazione urgente, perché può trattarsi di una prostatite acuta.

Domande frequenti

Perché la prostatite non passa con gli antibiotici?
Perché in molti casi non c'è un'infezione batterica. Gli antibiotici sono indicati quando un'infezione è documentata dagli esami colturali; cicli ripetuti senza prova di infezione di solito non risolvono i sintomi.
Che differenza c'è tra prostatite cronica e dolore pelvico cronico?
La prostatite batterica cronica è un'infezione ricorrente della prostata, dimostrata da esami colturali. La sindrome del dolore pelvico cronico (CP/CPPS) dà sintomi simili, cioè dolore pelvico e disturbi urinari, senza un'infezione dimostrabile, ed è la forma più frequente.
Il getto debole può dipendere da altro?
Sì. Un getto debole con sensazione di svuotamento incompleto può indicare un'ostruzione, per esempio del collo vescicale o dell'uretra. L'uroflussometria e la misura del residuo post-minzionale aiutano a distinguerla dalla prostatite.
Quali esami sono utili?
Esame e coltura delle urine, eventuale test a due bicchieri (urine prima e dopo massaggio prostatico), uroflussometria con residuo post-minzionale ed ecografia. In casi selezionati: esame urodinamico o uretrocistoscopia.
Si può guarire?
I sintomi spesso migliorano con un trattamento mirato alle cause individuate, che può combinare farmaci, fisioterapia del pavimento pelvico e altre terapie. Quando la causa è un'ostruzione, si tratta l'ostruzione. Tempi e risultati variano da persona a persona.

Dove riceve il Dott. Calarco

Il Dott. Alessandro Calarco riceve su appuntamento a Roma presso l’Ospedale San Carlo di Nancy (GVM Care & Research), Via Aurelia 275, Roma, la Casa di Cura Nostra Signora della Mercede, Via Tagliamento 25, Roma e lo studio di Viale Aventino 38, Roma. Per prenotare una visita: telefono +39 366 6856844 oppure il modulo della pagina Contatti.

Fonti

  • European Association of Urology (EAU). Guidelines on Chronic Pelvic Pain, edizione in vigore.
  • Krieger JN, Nyberg L Jr, Nickel JC. NIH consensus definition and classification of prostatitis. JAMA. 1999.
  • Shoskes DA, Nickel JC, et al. Clinical phenotyping in chronic prostatitis/chronic pelvic pain syndrome (UPOINT). Prostate Cancer and Prostatic Diseases. 2009.

Autore e revisione: Dott. Alessandro Calarco, urologo, Direttore dell'UOC di Urologia Robotica e Mininvasiva dell'Ospedale San Carlo di Nancy · ORCID 0000-0001-6893-2179 · Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026. Contenuto a scopo informativo: non sostituisce la visita medica. L'indicazione a qualsiasi esame o trattamento si stabilisce solo dopo una visita.

Prenota una visita

Valutazione clinica personalizzata · Risposta entro 2 giorni lavorativi

Richiedi una visita